Natura Morta, un’opera d’arte di Boyan Kovatchev.
Prezzo: Su richiesta
Misura: 94 cm x 74 cm
(68 cm x 48 cm)
Natura Morta, un’opera d’arte di Boyan Kovatchev.
Prezzo: Su richiesta
Misura: 94 cm x 74 cm
(68 cm x 48 cm)
| SKU: | 00055274983 |
|---|---|
| Categoria: | Arte Letteratura e Cultura |
| Tag: | qaudri-bojan, quadri |
| Peso | 0,00 kg |
|---|---|
| Titolo | Natura Morta |
| Editore/Marca | :duepunti |
| ISBN | 00055274983 |
| Editore/Marca |
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Greta, Un’opera d’arte di Micor. (2020)
L’opera ritrae l’attivista Greta Thunberg, l’unica figura definita al centro di un gruppo di icone social senza volto. Lei, contrapposta a un mondo indifferente, si erge come vera iconica e portavoce rompendo il velo della staticità e con il suo attivismo sociale, mette in primo piano la sua immagine, idee e azioni.
Misura: 33,5 cm x 63,5 cm
( 33 cm x 63 cm )
Materiale: Acrilico e olio su tela.
La creazione, un’opera d’arte di Francesco Cappons.
“La creazione” è una riproposta in legno del “La creazione di Adamo” di Michelangelo Buonarroti. La scultura è stata realizzata per uno studio creativo nella sezione co-working, lo scopo era quello di rappresentare al meglio tale spazio poiché appunto si sta rappresentando un luogo dove si “creano idee”
Dimensioni: 174×54 cm
Materiale: Legno di Abete Multistrato
Tecnica: Acrilico su legno intagliato
Il Dizionario del diavolo è una pietra miliare dell’umorismo nero, un’opera paradossale e sorprendente, venata di antiautoritarismo e anticlericalismo, che gioca sul contrario e l’inaspettato.
Letteralmente è la “ricerca del cibo”, ma il foraging è molto di più: significa raccogliere, senza danneggiare la natura, il cibo che cresce spontaneo nei boschi, tra prati e campi, nelle acque dei laghi o lungo gli argini dei fiumi e nelle lagune. Un’arte antica che oggi diventa una pratica di benessere, di consapevolezza e di contatto con ciò che la vita negli spazi urbani rischia di farci dimenticare. Il Libro delle Libere Erbe è una guida a questa pratica e pagina dopo pagina vi accompagna alla scoperta delle piante selvatiche, spontanee e incolte, che potete portare nella vostra cucina, nella cosmesi e nel vostro modo di vivere.
Possiamo decidere di andare nelle foreste e di riappropriarci di competenze che ancora molti dei nostri nonni possedevano, per trasmissione orale o semplice imitazione.
Questo libro propone 72 schede – con illustrazioni botaniche e fotografie a colori – di piante diffuse in tutta Italia, facili da trovare, da riconoscere e da raccogliere: dall’alchemilla all’ortica, dall’aglio ursino al mirto, dal sambuco alla borragine. Non solo: troverete anche tutti i consigli per utilizzare al meglio in cucina foglie, fiori, frutti e polline, grazie a più di 50 ricette, dalle quelle tradizionali fino a piatti gourmet, con un focus speciale sui cibi fermentati. E ancora: le trasformazioni erboristiche per fare da sé cosmetici base e altri prodotti per il benessere e la casa. Infine le storie dei “raccoglitori”, i corsi, gli eventi e le vacanze dedicate al “selvatico”.
L’avventura di Burattino comincia come il racconto di Collodi, ma subito corre via per conto suo, con una trama, situazioni e personaggi tutti originali.
Sullo sfondo non più le colline toscane, ma l’incanto del paesaggio russo, con boschi e stagni popolati di animali amici e compagni di Burattino. Il quale, alla fine, non diverrà, come Pinocchio, un ragazzo “perbene” ma resterà a vivere nel mondo delle marionette.
In questo libro, tratto dall’omonimo spettacolo, Giorgia Mazzucato ci accompagna con ironia tagliente tra le tappe fondamentali del suo percorso di vita da persona queer. Una storia personale, ma che può parlare a tant?. Una storia semplice, quella di una donna che ama un’altra donna. E mentre il racconto scorre, le risate si alternano a momenti drammatici, portando in superficie diverse sfaccettature dell’omobitransfobia che attanaglia il nostro Paese. Il titolo del volume è un omaggio alla luce inarginabile delle rivoluzioni sociali. Komorebi è una parola giapponese che significa ‘la luce del sole che filtra tra le foglie degli alberi’. Un’immagine che può ben rappresentare quanto stia accadendo nel mondo, con la lotta per i diritti civili e, nel particolare, per i diritti della comunità LGBTQIA+, con la sua luce di instancabile orgoglio che continua a filtrare tra le foglie oscurantiste della nostra epoca.
«Sembra ormai chiaro che a questo mondo tutto si può imparare: l’allevamento del pollame e l’arte del governo, la scienza delle finanze e il gioco della canasta, l’astronomia e l’interpretazione dei sogni, a scopi psicoanalitici ma anche per vincere al lotto. Infatti esistono grammatiche e manuali che spiegano per filo e per segno come si fa. Fra i tanti, non uno dedicato ai giovani che intendano vivere, e addirittura prosperare, in quel campo di attività umane, non essenziali peraltro alla vita dell’uomo, che vanno sotto il nome complessivo e vago di “cultura”.»
«Questo manuale in sei stanze e in sei risate è un pezzo di bravura, declinato in un presente che ancora ci riguarda» – Pino Corrias
Nel 1966 Luciano Bianciardi si era già trasferito a Milano, era stato assunto e licenziato da Feltrinelli, aveva scritto la tetralogia del dissenso, rifiutato una collaborazione fissa con il «Corriere della Sera», quando pubblicò su «ABC», il settimanale in bianco e nero sostenitore delle grandi battaglie civili dell’epoca, sei lezioni a puntate, pensate per i giovani – ma non tutti i giovani, solo quelli particolarmente privi di talento. Norme chiare, precise, efficaci, a uso di coloro che avessero deciso di diventare intellettuali. Si va dai consigli su come vestirsi, dove andare in vacanza o con chi accasarsi, alle frasi-cerotto – che sembrano dire, ma non dicono assolutamente niente – «per salvare i giovani mediocri (ma anche agli altri, i cervelloni, i geniali e i genialoidi) da un’esistenza mediocre, avviarli alla scalata dell’Elicona». Non leggete i libri, fateveli raccontare è un piccolo, provocatorio e irriverente capolavoro: a cinquant’anni di distanza, in un’epoca in cui la superficialità sembra ormai l’unica via sicura per il successo, riscoprire Bianciardi è un modo per ridere con intelligenza di quello che in fondo siamo sempre stati, ben prima dei social network.
Londra, 1984, un futuro distopico in cui il mondo è stato spartito fra tre superpotenze dittatoriali. In cielo volano elicotteri e le strade, tappezzate di manifesti del Grande Fratello, il tiranno che tutto vede, sono pattugliate dalla psicopolizia. Winston Smith lavora per il Ministero della Verità, il suo compito è fabbricare menzogne. La sua vita però non è così distante da quella di un qualsiasi impiegato. La sua storia è la storia senza tempo di chiunque si senta prigioniero di un sistema opprimente, schiacciato da una quotidianità grigia, schiavo della routine e intrappolato in una serie di relazioni inumane. A salvarlo potrà essere soltanto l’amore. Quello per una vita diversa, che abbia davvero un senso, di cui prova nostalgia pur senza averla mai vissuta. E, soprattutto, quello per una donna: Julia. Sarà lei ad aprirgli le porte di un’esistenza libera dal controllo sui sensi e sui sentimenti; sarà lei, con la sua fisica ingenuità, a dargli il coraggio per provare a ribellarsi davvero.
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