Il Lupo nel bosco, un’opera d’arta di Boyan Kovatchev.
prezzo: Su richiesta
Misura: 71 cm x 101 cm
Il Lupo nel bosco, un’opera d’arta di Boyan Kovatchev.
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Misura: 71 cm x 101 cm
| SKU: | 00055253466 |
|---|---|
| Categoria: | Arte Letteratura e Cultura |
| Tag: | qaudri-bojan, quadri |
| Peso | 0,00 kg |
|---|---|
| Titolo | Il Lupo nel bosco |
| Editore/Marca | :duepunti |
| ISBN | 00055253466 |
| Editore/Marca |
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«Sembra ormai chiaro che a questo mondo tutto si può imparare: l’allevamento del pollame e l’arte del governo, la scienza delle finanze e il gioco della canasta, l’astronomia e l’interpretazione dei sogni, a scopi psicoanalitici ma anche per vincere al lotto. Infatti esistono grammatiche e manuali che spiegano per filo e per segno come si fa. Fra i tanti, non uno dedicato ai giovani che intendano vivere, e addirittura prosperare, in quel campo di attività umane, non essenziali peraltro alla vita dell’uomo, che vanno sotto il nome complessivo e vago di “cultura”.»
«Questo manuale in sei stanze e in sei risate è un pezzo di bravura, declinato in un presente che ancora ci riguarda» – Pino Corrias
Nel 1966 Luciano Bianciardi si era già trasferito a Milano, era stato assunto e licenziato da Feltrinelli, aveva scritto la tetralogia del dissenso, rifiutato una collaborazione fissa con il «Corriere della Sera», quando pubblicò su «ABC», il settimanale in bianco e nero sostenitore delle grandi battaglie civili dell’epoca, sei lezioni a puntate, pensate per i giovani – ma non tutti i giovani, solo quelli particolarmente privi di talento. Norme chiare, precise, efficaci, a uso di coloro che avessero deciso di diventare intellettuali. Si va dai consigli su come vestirsi, dove andare in vacanza o con chi accasarsi, alle frasi-cerotto – che sembrano dire, ma non dicono assolutamente niente – «per salvare i giovani mediocri (ma anche agli altri, i cervelloni, i geniali e i genialoidi) da un’esistenza mediocre, avviarli alla scalata dell’Elicona». Non leggete i libri, fateveli raccontare è un piccolo, provocatorio e irriverente capolavoro: a cinquant’anni di distanza, in un’epoca in cui la superficialità sembra ormai l’unica via sicura per il successo, riscoprire Bianciardi è un modo per ridere con intelligenza di quello che in fondo siamo sempre stati, ben prima dei social network.
Natura Morta, un’opera d’arte di Boyan Kovatchev.
Prezzo: Su richiesta
Misura: 94 cm x 74 cm
(68 cm x 48 cm)
In questo libro, tratto dall’omonimo spettacolo, Giorgia Mazzucato ci accompagna con ironia tagliente tra le tappe fondamentali del suo percorso di vita da persona queer. Una storia personale, ma che può parlare a tant?. Una storia semplice, quella di una donna che ama un’altra donna. E mentre il racconto scorre, le risate si alternano a momenti drammatici, portando in superficie diverse sfaccettature dell’omobitransfobia che attanaglia il nostro Paese. Il titolo del volume è un omaggio alla luce inarginabile delle rivoluzioni sociali. Komorebi è una parola giapponese che significa ‘la luce del sole che filtra tra le foglie degli alberi’. Un’immagine che può ben rappresentare quanto stia accadendo nel mondo, con la lotta per i diritti civili e, nel particolare, per i diritti della comunità LGBTQIA+, con la sua luce di instancabile orgoglio che continua a filtrare tra le foglie oscurantiste della nostra epoca.
L’avventura di Burattino comincia come il racconto di Collodi, ma subito corre via per conto suo, con una trama, situazioni e personaggi tutti originali.
Sullo sfondo non più le colline toscane, ma l’incanto del paesaggio russo, con boschi e stagni popolati di animali amici e compagni di Burattino. Il quale, alla fine, non diverrà, come Pinocchio, un ragazzo “perbene” ma resterà a vivere nel mondo delle marionette.
Un’opera d’arte di Boyan Kovatchev.
Prezzo: Su richiesta
Misura: 77 cm x 68 cm
(48,5 cm x 58,5 cm)
Il Dizionario del diavolo è una pietra miliare dell’umorismo nero, un’opera paradossale e sorprendente, venata di antiautoritarismo e anticlericalismo, che gioca sul contrario e l’inaspettato.
Uomini con Cuore (Il Cuore), Un’opera d’arte di, Francesco Cappons.
“Il cuore” è una riproposta in chiave scultorea dell’opera di Keith Allen Haring “The Heart”. Realizzata per una mostra, l’opera è un tributo sia per Haring sia per i messaggi politici che esso promuoveva, come l’amore libero e l’emancipazione degli omosessuali. L’opera è stata realizzata tramite una tecnica scultorea che nasce dalla pixelart (con pixelart s’intende ogni tipo di disegno realizzato con pixel o per meglio dire “quadrati”, la quale differisce dal concetto di mosaico poiché essa non “monta” dei quadrati bensì li “costruisce” in maniera uniforme ed assolutamente unita) ma che trova la sua realizzazione nel legno. Il motivo per cui è stata realizzata con tale tecnica è per denunciare la visione che la società attuale ha nei confronti dell’arte, un’arte che non trova più la sua dimensione nella quotidianità delle persone se non tramite uno schermo, uno schermo appunto formato di pixel. Il risultato finale è dunque un’opera che che viene vista, in modo concreto e materiale, come se fosse uscita uno schermo a bassa risoluzione poiché “..tale è la concezione che la società ha nei confronti dell’arte”
Dimensioni: 106×106 cm
Materiale: Legno di Abete Multistrato
Tecnica: Acrilico su legno intagliato
Dopo la pubblicazione di “Pojana e i suoi fratelli”, primo libro di Andrea Pennacchi, People propone una sua seconda raccolta, che racchiude i monologhi e i testi che l’autore ha dedicato a suo nonno e a suo padre. Entrambi Bepi – il nonno si chiamava così, il papà scelse il nome del padre quando, da partigiano, andò sulle montagne -, coinvolti nella Prima e nella Seconda guerra mondiale. In guerra, da persone comuni, alla ricerca di un senso difficile da cogliere e soprattutto da spiegare, in trincea (il nonno) e in un campo di concentramento (il papà). Le storie di famiglia si proiettano anche sull’episodio finale del trittico che vi presentiamo, ambientato nella Mogadiscio del 1993, durante la prima battaglia combattuta dall’esercito italiano dopo la fine della Seconda guerra mondiale, ossia la battaglia del checkpoint Pasta, ricostruita e rielaborata da Pennacchi. Bepi è dunque diventato, nel suo immaginario, una sorta di soldato universale, che dall’Iliade ai giorni nostri non si è perso un conflitto, anzi li ha attraversati tutti, ogni volta più disilluso, più deluso, più arrabbiato, più ferito.
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