Sono amici, Nina e Milo, e oggi vanno a pesca, ma una raffica di vento porta Milo lontano. Comincia così la ricerca da parte di Nina, aiutata dalla nonna e dai suoi biscotti e da una valente e robusta farfalla, Zoe. Nel suo percorso, pieno di bivi che chi legge è chiamato a imboccare, incontra molti conigli affettuosi, un’anatra furiosa, due uccelli golosi, un drago minaccioso ma collaborativo, un’orsa miope e igienista. Dopo molte rocambolesche avventure, dove la forza di carattere fa fare cose grandi anche a una minuscola farfalla, Milo, Nina e Zoe sono di nuovo assieme davanti ai fragranti biscotti che la nonna ha appena sfornato. Un libro che cambia, a seconda della strada che prende il suo lettore. Età di lettura: da 5 anni
Nina e Milo. Giornata di pesca.
Sono amici, Nina e Milo, e oggi vanno a pesca, ma una raffica di vento porta Milo lontano. Comincia così la ricerca da parte di Nina, aiutata dalla nonna e dai suoi biscotti e da una valente e robusta farfalla, Zoe. Nel suo percorso, pieno di bivi che chi legge è chiamato a imboccare, incontra molti conigli affettuosi, un’anatra furiosa, due uccelli golosi, un drago minaccioso ma collaborativo, un’orsa miope e igienista. Dopo molte rocambolesche avventure, dove la forza di carattere fa fare cose grandi anche a una minuscola farfalla, Milo, Nina e Zoe sono di nuovo assieme davanti ai fragranti biscotti che la nonna ha appena sfornato. Un libro che cambia, a seconda della strada che prende il suo lettore. Età di lettura: da 5 anni
14,50 € iva inclusa
4 disponibili
| Peso | 0,00 kg |
|---|---|
| Titolo | Nina e Milo. Giornata di pesca. |
| Autore | Marianne Dubuc |
| Editore/Marca | Orecchio Acerbo |
| ISBN | 9791255070054 |
| Anno di pubblicazione | 2023 |
| book-author | |
| Editore/Marca |
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‘Capitalismo cannibale’ è l’espressione che usa Nancy Fraser per definire il sistema sociale che ci ha portato a questo punto. La metafora del cannibale è calzante per l’analisi della società capitalista caratterizzata da una frenesia alimentare istituzionalizzata in cui il piatto principale siamo noi. Ma Fraser precisa e amplia anche la parola ‘capitalismo’ che, a suo giudizio, designa un ordine sociale che consente a un’economia orientata al profitto di predare i supporti extra-economici di cui ha bisogno per funzionare: la ricchezza espropriata dalla natura e dai popoli assoggettati; le molteplici forme di lavoro di cura, cronicamente sottovalutate quando non del tutto disconosciute; i beni e i poteri pubblici che il capitale richiede e allo stesso tempo cerca di limitare; l’energia e la creatività delle persone che lavorano. Per questa ragione la parola capitalismo non si riferisce a un tipo di economia, ma a un tipo di società: quella che autorizza un’economia ufficialmente designata ad accumulare valore monetizzato per gli investitori e i proprietari, mentre divora la ricchezza non economizzata di tutti gli altri. Come l’uroboro che si mangia la coda, la società capitalista è pronta a divorare la sua stessa sostanza.










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