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Criminalità immaginate. Ripoliticizzare la questione mafiosa
0,00 € iva inclusaCriminalità immaginate. Ripoliticizzare la questione mafiosa
0,00 € iva inclusaCancro, virus, antistato. Nel dibattito pubblico sulla mafia sono varie le metafore usate per narrarla come un agente patogeno che corrompe un corpo sano. Questa lettura semplificatoria – comprensibilmente nata dalla devastante violenza delle stragi ma non sufficiente a descrivere il fenomeno nel suo complesso – ha inchiodato il movimento antimafia su contrapposizioni binarie: legalità e illegalità, onestà e corruzione, stato e criminalità organizzata. Il mondo della ricerca ha da tempo tratteggiato analisi della mafia più sfumate e complesse, esplorandone le dinamiche economiche e materiali, gli intrecci col capitalismo, i codici socio-culturali che producono forme di consenso, l’autorappresentazione identitaria dei gruppi mafiosi e delle élite con cui dialogano. Ciò non ha però inciso sul discorso istituzionale, incentrato su un approccio moralista e legalitario che, senza profondità critica, preferisce dipingere santini di eroi e vittime e additare lo stigma criminale piuttosto che indagarne la natura politica. Usare il concetto di «comunità immaginate» di Benedict Anderson per ripoliticizzare la questione mafiosa vuol dire guardare oltre il cliché del malavitoso armato e individuare immaginari e strutture concrete di un potere i cui fili sono mossi da imprenditori, professionisti e politici: la «borghesia mafiosa» che attraversa le nostre strade e, forte di un’egemonia fondata su clientelismo, e corruzione costruisce sistemi di governo che vanno ben oltre la violenza dei clan.
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Arabpop. Rivista di arti e letterature arabe contemporanee. Vol. 8: cose
0,00 € iva inclusaArabpop n. 8, dedicato al tema Cose, prova a capovolgere la prospettiva narrativa partendo dagli oggetti – materiali e immateriali – per esplorarne genealogie, trasformazioni e risignificazioni.
Ci sono cose che trascendono la loro dimensione materiale, caricandosi di significati simbolici potenti, come le immagini evocative della resistenza palestinese. Altre raccontano la tenace sopravvivenza di pratiche tradizionali sotto la pressione di un mercato globale; altre ancora testimoniano la riappropriazione e risignificazione di simboli ereditati da un passato coloniale. Ci sono oggetti ordinari che si trasformano in strumenti di solidarietà, riscatto e denuncia contro una classe politica corrotta; e altri che, nella quotidianità straordinaria del genocidio tuttora in corso a Gaza, hanno acquisito nuovi significati e usi.
Dalle montagne del Rif marocchino, passando per Tunisi, Gaza, Il Cairo, il Libano e la Siria, Cose propone una lettura del mondo arabo in cambiamento attraverso una lente inusuale.
Questo numero include anche uno speciale dossier, Un’eternità disfatta, dedicato alla Siria: un’esplorazione della scrittura e dell’archivio come atti affettivi e politici, come rifiuto di abbandonare la memoria al silenzio che la repressione ha cercato di imporre. -
Algoritmi dell’oppressione. Come i motori di ricerca favoriscono il razzismo
0,00 € iva inclusaGoogle è sinonimo di accesso al sapere e neutralità in tutto il mondo. Ma quando i risultati di una ricerca inneggiano al suprematismo bianco o al nazismo si tratta davvero di errori o del semplice riflesso di una società violenta?
Algoritmi dell’oppressione affronta, attraverso le lenti del femminismo nero, i falsi miti che hanno ammantato di un’aura di tolleranza Google e altre imprese digitali che traggono profitto dal razzismo e dal sessismo.
Sottoporre a critica il potere dell’algoritmo è urgente. In gioco c’è l’idea di un’informazione non commerciale, il diritto all’oblio delle nostre tracce online e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, rispetto alla quale prevale un ingenuo ottimismo. Ripartire dalla prospettiva delle comunità che sono più penalizzate dalle logiche del capitalismo digitale, come quella afroamericana, è un passaggio necessario per una lotta alle disuguaglianze all’altezza del presente. -
Arabeschi
18,00 € iva inclusaNon è possibile sapere se il narratore di questa storia abbia ereditato «la corrente d’aria nel cervello degli Shammas» che la nonna Alia attribuiva agli uomini della famiglia bramosi di avventure al di là dell’oceano. Sappiamo però che si è messo sulle tracce di un bambino scomparso a Beirut ancora neonato. Che ha visto suo padre, calzolaio, tentare la fortuna con una «scarpa perfetta» proprio quando la Palestina cadeva sotto l’occupazione israeliana nel 1948. Che potrebbe sorprendere un giorno il maestoso gallo dalle piume color porpora che custodisce l’ingresso di una grotta dove, si dice, i Crociati hanno nascosto un’enorme fortuna, proprio al di sopra del villaggio di contadini in cui è cresciuto. Anton Shammas è autore, fino a oggi, di quest’unico romanzo, il primo scritto in ebraico da un palestinese. Unica è anche la sua mescolanza di generi – l’autobiografia, la saga familiare, l’epica popolare, la farsa – che oltrepassa in più direzioni i confini tra vita e letteratura. “Arabeschi” è un libro prodigioso, in grado di mostrarci un modo del tutto originale di narrare la Palestina, abitando più di una lingua.
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Improvvisazioni funk. Un dialogo contemplativo
15,00 € iva inclusaIn queste “Improvvisazioni funk”, due delle più importanti voci della cultura radicale nera conversano faccia a faccia, nella stessa stanza, sui temi della maschilità, dei rapporti di genere nei movimenti politici, della psicanalisi, del desiderio, della malattia e della morte. Non è un esercizio minore: è il più alto tentativo di produrre un sapere utile, realmente trasformativo. Abbandonando la forma del saggio critico, Bell Hooks e Stuart Hall ci invitano a entrare in un «contesto di fiducia» in cui ripercorrono le proprie traiettorie di classe e migrazione con una schiettezza che sorprenderà anche le lettrici e i lettori a loro più affezionati. Riflettendo apertamente sui «confini generazionali, strategici e di genere», scrive Paul Gilroy nella prefazione, queste pagine tracciano oggi «un esempio pratico e pedagogico» per sfuggire all’alternativa tra il narcisismo dei social network e il grigiore dell’accademia.
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L’ascaro. Una storia anticoloniale
15,00 € iva inclusaTequabo, un giovane eritreo di buona famiglia, decide di arruolarsi nell’esercito in cerca di fama. L’esercito è quello di una potenza coloniale, l’Italia, che da anni occupa il suo paese. Un treno lo porterà da Asmara fino alla costa del mar Rosso, e da lì proseguirà in nave verso nord tra lo stupore per la scoperta di popolazioni, città e paesaggi nuovi. Quando però raggiungerà il deserto e si unirà alla sanguinosa campagna militare italiana per la conquista della Libia, per Tequabo il viaggio si trasformerà in un incubo in cui scoprirà l’asprezza del suo duplice ruolo di colonizzato e di strumento di un’altra colonizzazione. Terminato nel 1927 – ancor prima dell’espansione fascista in Etiopia – da un brillante religioso eritreo che aveva sfruttato i canali ecclesiastici per acquisire una formazione cosmopolita, “L’ascaro” è allo stesso tempo un tassello importante della storia letteraria africana e una testimonianza unica sul colonialismo italiano. In una singolare mescolanza di cultura popolare e riferimenti eruditi, il testo di Ghebreyesus Hailu qui tradotto dall’originale tigrino offre non solo una denuncia della brutalità coloniale, in un momento ancora vicino ai fatti, ma anticipa le riflessioni postcoloniali sugli effetti psicologici del colonialismo. Pubblicazione nata dalla collaborazione con Alessandra Ferrini nel contesto del progetto Unruly Connections (Ar/Ge Kunst, 2022). Prefazione di Maaza Mengiste. Postfazione di Alessandra Ferrini.
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Capitale animale. Biopolitica e rendering
20,00 € iva inclusaCapitale animale esplora un ricco campionario di fatti culturali e materiali riguardanti il rapporto degli esseri umani con le altre specie: le visite turistiche agli impianti di macellazione (e il loro sorprendente legame con il cinema delle origini); gli spot in cui gli animali simboleggiano la promessa di un mondo incorporeo e indolore; le gerarchie coloniali che i media usano per raccontare la prossimità tra specie alla base delle pandemie. Il capitale animale ha due facce: quella del mattatoio e quella della pubblicità – dove un animale esotico ci sorride in una rassicurante versione digitale. Nicole Shukin espone contraddizioni profonde muovendosi tra studi culturali, storia dei media e critical animal studies: un’ampia rappresentazione delle dinamiche materiali di dominio sulla vita (animale e umana) e della produzione simbolica che costantemente tenta di occultarle.
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Non sono una donna, io. Donne nere e femminismo
18,00 € iva inclusaLa nascita di una visione. Non sono una donna, io è l’opera prima di bell hooks, frutto di dieci anni di ricerca e discussioni collettive dedicate al travagliato rapporto tra donne nere e movimento femminista. Un pensiero nitido e uno sguardo radicale sono già presenti tra queste pagine di contestazione delle gerarchie che, al momento della pubblicazione del libro, escludevano le donne nere dal movimento femminista e le subordinavano agli uomini nella lotta contro il razzismo. Esplorando questo conflitto nelle sue dimensioni storiche e psicologiche, la voce di bell hooks emerge qui per la prima volta, in tutta la sua forza.
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Neoliberalismo dal basso
18,00 € iva inclusaNelle periferie di Buenos Aires i laboratori tessili animati da migranti alimentano il grande mercato informale della Salada, mentre confezionano capi per i marchi di lusso argentini. Alla radio, che trasmette da uno dei laboratori, si danno notizie di politica in Bolivia e si annuncia la prossima serata in discoteca, la prossima festa religiosa offerta dai datori di lavoro. Una «globalizzazione dal basso» mette a valore la comunità – la cura nello spazio domestico, lo scambio di saperi e favori che occorrono per portare le traiettorie di migrazione al successo. Attraverso la «disputa tra obbedienza e autonomia» non solo le città cambiano forma, ma anche le tattiche di conquista di diritti e l’azione nello spazio pubblico. Verónica Gago indaga le trasformazioni del lavoro e della produzione – come nota Sandro Mezzadra – creando sorprendenti «effetti di risonanza con le condizioni prevalenti in altre regioni del mondo, e in particolare nei paesi mediterranei dell’Europa».
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Uno di questi due paesi è immaginario
16,00 € iva inclusaTra Londra e i Caraibi vanno in scena le metamorfosi di questa raccolta di racconti di Pauline Melville. Tra negozi di spezie africane nella metropoli inglese e caseggiati popolari in desolate città dell’America centrale si muovono i personaggi di queste storie, dove emarginati della working class incontrano carismatiche figure dai poteri soprannaturali e il confine tra sogno e realtà si fa labile tanto quanto la distanza tra le due sponde dell’oceano. Nei racconti, la pura cattiveria della vita quotidiana è compensata da un’immaginazione comica, componendo trame inquietanti e allo stesso tempo divertenti, che giocano con il “caleidoscopio genetico” offerto dalla storia delle migrazioni e del colonialismo.
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Trame. Pratiche e saperi per un’ecologia politica situata
15,00 € iva inclusaTrame raccoglie, partendo da Napoli, narrazioni elaborate all’interno delle lotte per la giustizia ambientale nel Sud Italia e in tanti Sud del mondo, tra i movimenti sociali urbani, ecologisti, transfemministi e di difesa dei beni comuni. Queste pagine intrecciano alla concretezza delle rivendicazioni una varietà di riflessioni sul rapporto tra corpi e territori, insieme a visioni di rottura della centralità umana nell’arte, nella tecnologia, nell’osservazione microscopica della natura. I curatori del testo: Daniela Allocca, Nicola Capone, Gaia Del Giudice, Nina Ferrante, Ilenia Iengo, Giuseppe Orlandini, Roberto Sciarelli, Daniele Valisena.
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Perdi la madre
18,00 € iva inclusaDov’è che un uomo o una donna neri possono dirsi a casa, oggi? La storia recente degli Stati Uniti ci insegna che la «terra delle opportunità» è un posto dove le vite delle persone nere sono ancora messe a repentaglio. In Africa, il sogno dei leader anticoloniali di un continente dove neri e nere di tutto il mondo trovassero rifugio e prosperità ha lasciato il posto a povertà e disillusione. Indagare il passato può aiutare a trovare risposte a questa crisi e a sfidare l’ordine globale che vede tutt’ora i bianchi a decidere della vita e della morte dei neri? Seguendo le tracce dei prigionieri che dalle zone interne dell’Africa occidentale venivano portati sulla costa per essere imbarcati verso le Americhe, Saidiya Hartman ripercorre le tappe della tratta atlantica degli schiavi, ed esorta a considerare gli effetti della schiavitù su tre secoli di storia africana e africana americana. A metà tra saggio storico e memoir autobiografico, il suo viaggio si rivela una potente riflessione che interroga la storia, la memoria e l’identità.
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Laboratorio favela
15,00 € iva inclusaFino al giorno in cui è stata uccisa – un omicidio ancora senza mandanti che ha suscitato clamore e rabbia in tutto il mondo – Marielle Franco è stata un esempio della capacità delle donne delle favelas, donne nere e povere, di «superare le loro condizioni oggettive» conquistando spazi alternativi nel campo dell’educazione, dell’arte e della politica. Sullo sfondo dei suoi discorsi da consigliera comunale di Rio de Janeiro, nel Brasile che si preparava alla svolta autoritaria di Bolsonaro, riconosciamo non pochi tratti del nostro presente: una città sacrificata agli interessi degli investitori, in cui quella parte di popolazione esclusa dalla lotteria della speculazione viene nascosta in periferie sempre più lontane, destinata al carcere o abbandonata agli abusi della polizia. Questo libro è un atto di omaggio, un racconto a cui ispirarsi, e allo stesso tempo una fotografia, ricca di speranze e di amarezze, del mondo visto con gli occhi di chi lotta per cambiarlo.
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Undercommons. Pianificazione fuggitiva e studio nero
15,00 € iva inclusaUna voce perentoria ci richiama in ogni momento a essere responsabili, efficienti, professionali. Anche i beni comuni sono stati colonizzati, l’università è una catena di montaggio e siamo costantemente in debito verso chi ci richiama all’ordine. Alla proliferazione della logistica capitalista e alle mutazioni odierne del controllo sociale, Stefano Harney e Fred Moten rispondono con questa raccolta di saggi che ci invita a sperimentare nuove forme di socialità nell’antagonismo generale. Attraversando le teorie e le pratiche della tradizione radicale nera e del post-operaismo, gli autori propongono un ampliamento dello spettro del pensiero socio-politico contemporaneo e della critica estetica, negli Stati Uniti e non solo. Undercommons è un manifesto d’amore, sospeso tra teoria e poesia, musica e sovversione, per la fondazione di una nuova società.
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My Very First Animals Book
9,99 € iva inclusaDiscover the colorful and engaging world of animals with ‘My Very First Animals Book’ by Alice James. This delightful book is filled with charming illustrations and simple text, perfect for introducing young children to different animals. A great tool for early learning and sparking curiosity about the animal kingdom.
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